Patologie

co, SCOMPENSO PSICOPATOLOGICO

Intendiamo tutte quelle condizioni,  eventi interni o esterni che destabilizzano il benessere della persona, con la conseguenza che questa si sente “male”. Il benessere è sostituito  da una percezione di malessere che può assumere molti diversi volti o “sintomi” e vari livelli di gravità. A volte esso può essere genericamente la percezione di non stare bene con sè stessi o gli altri. Altre volte può manifestarsi in modo più strutturato come  disturbo dell’umore o disturbo di personalità, o fobia o disturbo d’ansia, o ancora come problema del comportamento alimentare  o varie forme di somatizzazioni e così via .  E’ importante cogliere i segnali di malessere fisico o mentale perchè rappresenta un messaggio prezioso per avviare la cura. Noi vediamo la persona che soffre, che porta dolore, certe volte lacerazioni, altre volte dubbi o conflitti, o traumi. In ciascun caso la cura è possibile. Poiché non amiamo  particolarmente le etichette diagnostiche,  insufficienti a identificare in modo completo una persona, preferiamo riferirci genericamente proprio al termine “scompenso” per intendere la perdita dell’ equilibrio psicofisico della persona. La cura consiste nell’aiutare il paziente a esplorare il proprio stato, con un atteggiamento curioso e alternativo, in un clima di sicurezza e comprensione empatica.  Gradualmente ciò favorisce la libera espressione della persona e delle sue emozioni, facilitando l’acquisizione di prospettive e chiavi di lettura diverse della realtà. Questo lavoro favorisce progressivamente lo scioglimento dei “nodi” e il cambiamento delle parti “disfunzionali” nella mente del paziente. Alla fine si raggiunge il ritorno al benessere con il ripristino di una condizione dinamica nell’approccio con il mondo esterno ed interno. Gli scritti che seguono sono riflessioni su  forme specifiche di psicopatologia tratte in parte dalla teoria ripensata alla luce del lavoro con i pazienti .

DISTURBI PSICOSOMATICI

Intendiamo tutte quelle manifestazioni fisiche fastidiose e spesso debilitanti che non trovano un correlato organico dopo le indagini diagnostiche. La persona  che soffre di somatizzazioni è afflitta dal sintomo e può diventare molto sofferente.  Di solito ha già effettuato molte visite mediche che hanno dato esito negativo, ma il sintomo persiste e non dà tregua, anzi tende a peggiorare quanto più non se ne trova  causa.  Generalmente la persona viene da noi solo in ultima istanza e lo fa con scarso convincimento perchè il suo disturbo è reale e per nulla al mondo parrebbe dovuto ad una causa “psichica” cioè legata anche alla mente. Tuttavia, come ultima spiaggia, la persona si rivolge a noi e facilmente dopo poco tempo dall’inizio del percorso il sintomo regredisce.  A titolo di esempio parliamo di disturbi che possono aver a che fare con l’alimentazione e la funzione digestiva (mal di pancia, difficoltà digestive ecc.) con l’apparato muscolo scheletrico (dolori diffusi, algie), cefalee, emicranie, labirintiti, problemi dermatologici o allergici (asma, allergie ad alimenti o farmaci….) con la funzione sessuale o riproduttiva.

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

L’alimentazione occupa un posto importante nella nostra vita e nel mantenimento del benessere. Mangiare è uno dei bisogni fondamentali che devono essere soddisfatti, ma riveste anche altri significati più simbolici profondi e persino attraenti. Per esempio è anche un grande piacere e ciascun cibo può avere per ognuno una valenza diversa e assolutamente soggettiva. L’appuntamento con i pasti è un momento importante che racconta chi siamo e come stiamo, quale è il nostro stile di vita e quanto ci prendiamo cura di noi stessi. A volte però  il rapporto con la nutrizione può distorcersi da lievemente a gravemente. In questi casi la relazione col cibo diventa sintomo cioè il segnale di qualche cosa che non funziona dentro di noi, che è in crisi, che prova disagio. E diventa elemento di sofferenza per la persona che lo porta. Senza parlare quindi dei disturbi maggiori del comportamento alimentare, come la nota anoressia, bulimia o binge, sottolineiamo come anche i segnali più sfumati di disequilibrio col cibo vadano colti per darvi un senso e  tornare il più presto possibile al benessere.

ANSIA E PANICO

 

C’è chi è ansioso da sempre, cioè che si riconosce come persona che facilmente si sente attivata e sopra le righe. Quando avverte una minaccia come un esame scolastico, un problema di salute, un avvenimento importante come il cambio di lavoro o altro sente “ansia”. Però di solito si abitua a farci i conti giorno dopo giorno consapevole che potrebbe stare meglio ma si adatta a questa condizione. Invece c’è chi sente la vita scorrere come al solito e poi, all’improvviso un malessere fortissimo, strano, con la paura paralizzante che blocca e che sembra non dare scampo. Non  ne capisce le ragioni che sembrano inesistenti e fanno aumentare ancora di più il disorientamento e la paura che questa bruttissima esperienza si ripresenti. Noi vediamo che queste persone soffrono molto e ci portano tutto il loro disagio e la preoccupazione che qualcosa non funzioni o si sia rotto dentro di loro per sempre. Il livello di sofferenza a volte è fortissimo e può dilagare a tutti gli ambiti della loro vita. Per questo  la persona può sentirsi sempre più preoccupata, disorientata, impaurita.  Oppure può vergognarsi e chiudersi sempre di più o ancora sentirsi non compresa e terribilmente sola. Importante sapere che esiste una cura. Una buona psicoterapia attraverso l’esplorazione dei vissuti della persona e della sua storia di vita, aiuta a far luce sulle peculiarità di ciò che sta accadendo, costruendone un senso per il paziente. Ciò gradualmente porta alla guarigione.

 STRESS

In costruzione


IL DISTURBO OSSESSIVO

In costruzione

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO SESSUALE

Torna all’inizio..